LA MAGIA DI MILLE E UNA PAROLA / prevod Jolka Milič

Esco dall’ombra e dalla cecità babelica.

Com’è bello attraversare la primavera, cinta

dalle fiorite e roventi parole di una giovane

krivopeta*, mentre compone una nuova poesia.

Ed ecco, qua c’è già ardente aspirazione

di luce dell’ineffabile

affinché s’inoltri per la scala musicale

verso l’iridato uccello;

lassù i raggi cercano di catturare il contegno dignitoso

ai margini della doratura delle parole di Kosmač**,

alle quali non c’è più nulla da aggiungere né da levare.

Si sente la sua voce: bruciare,

bruciare tutto, anche la fenice araba

che fa rinascere in magia mille e una parola.

 

 

* Le Krivopete (sostantivo sloveno che al singolare significa

piede storto), dette nelle varianti locali anche Krivapete,

Kriapete, Krujupete, Krujopete, secondo la definizione

della scrittrice udineseAldina De Stefano nel bellissimo

libro-ricerca Le Krivapete delle Valli del Natisone, editrice

Kappa Vu, Udine, 2003: sono “dee, donne sacre, donne

selvatiche, donne d’erbe, maghe, streghe, benandanti, eretiche.”

 

** Ciril Kosmač (1910 Slap ob Idrijci – 1980 Ljubljana),

narratore sloveno e uomo di cultura molto noto e stimato da

tutti, in particolare dai suoi connazionali del litorale sloveno.

Alboje

Lidija Brezavšček - kočijaž

urednica

Poslano:
09. 04. 2014 ob 22:12

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Napisal/a: Alboje

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  • 08. 04. 2014 ob 23:10
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